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| All’inizio del
1986 John esordisce come solista con il singolo “I Do What I Do”
- scritto da Michael Des Barres e in realtà destinato inizialmente alla
cantante Lisa Delbello - inserito nella colonna sonora del film “9 settimane e ½” (di cui realizza anche alcune musiche strumentali con la collaborazione di Jonathan
Elias). Questa esperienza, insieme a quella con i Power Station,
lo porta a considerare l’ipotesi di lasciare i Duran Duran e proseguire il cammino da
solo. Tanto più che anche Andy e Roger hanno deciso di mollare, il primo per incompatibilità caratteriali e il secondo per ritirarsi in un cottage nella campagna inglese. |
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Ma non è ancora giunto il
momento di chiudere con il passato e Nick riesce a convincerlo a
rimanere e a riunirsi ai due “superstiti” per realizzare destinato inizialmente alla
“Notorious”, con Steve Ferrone alla batteria e Gerry Laffy (poi
sostituito da Warren Cuccurullo) alla chitarra. Tensioni, disagi e lotte interne per ridefinire al propria identità accompagnano la gestazione del disco.
Ciò nonostante, e malgrado le difficoltà di Simon con il sound più
funky voluto da John, il singolo che dà il nome all’album balza al
settimo posto della classifica inglese e al secondo di quella USA e
John, che ha una breve avventura con Christy Turlington (la top model in
copertina), viene votato migliore bassista dell’anno dai lettori della
prestigiosa rivista Rolling Stones. |
| Il 1987 è un anno di intensa promozione di “Notorious” (oltre allo Strange Behaviour Tour, che si conclude il 31 agosto con un concerto in favore della Association to Benefit Children in cui John canta l’introduzione di “The Reflex”, i Duran Duran partecipano al Festival di Sanremo per due sere consecutive e si esibiscono con David Bowie in una serie di concerti in Nord America) mentre nel
1988 esce “Big Thing”, altra svolta verso nuove sonorità con il suo mix di
techno-funk, ballad classiche, rock sintetico, dance d’autore e brani strumentali. |
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John ha appena accompagnato Jonathan Elias nella canzone “The Chant
Movement” per l’album “Requiem for the Americas”, i cui proventi sono destinati
ai pellerossa d’America, e con lui e alcuni indios frequenta i salotti televisivi per sensibilizzare l’opinione pubblica
sull'incontrollata deforestazione amazzonica. Per JT questo è un periodo molto tormentato: se dal punto di vista professionale i grandi contrasti con la casa di produzione e con il resto della band su alcuni arrangiamenti - soprattutto quello di “Drug” - gli fanno meditare ancora una volta di mollare tutto, nella vita privata le cose non vanno meglio,
per i gravi problemi di salute dovuti al prolungato uso di droghe e per
la lontananza di Renée che, stanca della vita lussuosa e superficiale condotta
finora, è partita con la sorella Heidi per Israele alla ricerca di se stessa. |
| La coppia più bella del mondo si separa qualche mese più tardi, nell’aprile del
1989: Renée sogna una famiglia e una nuova vita lontana dalle passerelle e dai riflettori ma con John questo non è possibile, almeno per ora. Lui continua infatti a stare male, è magrissimo, l’ombra di se stesso.
Si sta lentamente consumando e, inutile dirlo, tutto ciò si ripercuote anche sul lavoro: arriva perfino a sbagliare sul palcoscenico (come a Cadice, in Spagna, dove dimentica la partitura di “Is There Something I Should
Know”, costringendo la band a cambiare brano) e anche durante la realizzazione del nuovo album appare poco ispirato, perdendo interesse dopo appena un mese di lavoro in studio. “Liberty”, uscito nell’agosto del
1990, non riesce infatti a eguagliare il successo dei precedenti dischi, tanto che la sua promozione si limita ad apparizioni in tv e interviste radiofoniche, senza alcun nuovo tour. Meglio così, c’è più tempo per la vita privata e quella sociale. E per gli eccessi: il 12 dicembre, di ritorno a casa da un party con Simon, viene fermato mentre guida a gran velocità per le strade di Londra in stato di ebbrezza, si becca una multa di 250 pounds e il ritiro della patente per un anno. |
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Quando si tocca il fondo, si può trovare la forza di reagire solo se si trova uno scopo per farlo: per JT lo scopo è una inattesa paternità. Durante una vacanza ai
Caraibi, nel giugno 1991 la sua compagna Amanda De Cadenet - giovanissima conduttrice dello show della BBC “The Word”, conosciuta nel febbraio dell’anno precedente ad una rappresentazione organizzata dalla moglie di Nick Julie-Ann - rimane incinta e i due decidono di mettere la testa a posto. Sforzandosi di abbandonare per sempre le droghe, naturalmente, ma anche formalizzando la loro unione, come vuole lei: si sposano quindi il 24 dicembre al Chelsea Registry
Office di Londra, in una cerimonia privata con appena 15 invitati tra parenti e amici.
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