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L’anno della svolta, in tutti i sensi, è il 1996. È infatti l’anno in cui entra nella sua vita l’israeliana Gela Nash, ex attrice (con il nome di Gela Jacobson, dal cognome del primo marito) e ora proprietaria con la pittrice Pamela Skaits-Levy della casa di moda casual-glamour Juicy Couture, conosciuta ad un party di amici comuni. 
Più grande di lui di sette anni, matura, posata, con i suoi stessi gusti e le sue stesse passioni (oltre che madre di due ragazzi quasi coetanei della sua Atlanta), è la donna di cui ha bisogno: la persona giusta per lasciarsi alle spalle gli errori del passato e cominciare una nuova vita. Più sana. Anche dal punto di vista professionale è un anno gratificante, che si apre con la pubblicazione – per la B5 Records, etichetta indipendente da lui fondata in società con il produttore Hein Hoven - del suo primo album da solista, “Feelings Are Good and Other Lies”, che poco più tardi viene realizzato anche in un’altra versione dalla casa discografica canadese DeRock Records. 

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La vendita avviene online attraverso le mailing list di varie fanzine e online communties: internet è il futuro e John sa valutarne le potenzialità, tanto da decidere di realizzare un sito web – B5, il futuro Trust The Process – per vendere i propri cd direttamente ai fan. Non solo: anche per produrre i dischi di altri artisti. Creato da Kapil Mathur, il sito va online in maggio e ha una grafica rivoluzionaria: conduce infatti il visitatore in un viaggio negli studi B5 (quello della casa di Hoven a Lake Hollywood e più tardi quello di Santa Monica, ribattezzato “B5 by the Sea”) e permettendo loro di interagire con John e Hein.
    Nella notte del 18 aprile Bernard Edwards, che ha preso il posto di JT come bassista nella registrazione del nuovo album dei Power Station, muore di polmonite. È un colpo per gli altri membri della band: che fare, accantonare il progetto o andare avanti comunque? Bernard avrebbe voluto l’album completato e alla fine decidono di portare a termine il lavoro. “Living in Fear” viene finalmente realizzato in autunno in Europa e Giappone, praticamente in contemporanea con l’uscita del primo disco dei Neurotic Outsiders, che porta semplicemente il loro nome e contiene quattro brani - “Always Wrong”, “Better Way” e “Feelings Are Good” - cantati da John. 
Tre album all’attivo in un solo anno, in tre diversi progetti: di fronte a questo, la preparazione del nuovo disco con Simon e soci passa decisamente in secondo piano. Nonostante tutto, John fa comunque un ultimo tentativo per scongiurare la crisi, suggerendo una reunion con due chitarre, Si vede che è davvero giunto il momento di voltare pagina.
E così, nel gennaio 1997, dopo un’esibizione acustica da solista ad una convention di fan dei Duran Duran a Santa Monica, John annuncia l’intenzione di lasciare la band che l’ha reso celebre per proseguire la carriera per conto proprio. Una decisione che Simon, Nick e Warren accolgono togliendo la sua voce dalla canzone “Butt Naked”, che viene registrata nuovamente per diventare “Be My Icon”, e lasciando il suo basso solo in quattro brani del nuovo disco (“Medazzaland”, “Big Bang Generation”, “So Long Suicide” e “Midnight Sun”). John 97.jpg (29346 byte)
Per John è anche l’anno del divorzio da Amanda e dell’album “Autodidact”, che include anche il video di “Feelings Are Good”, autoprodotto e venduto solo tramite il sito B5: l’uscita viene festeggiata con un party a Colonia, in Germania, durante il quale JT improvvisa una canzone... di Mary Poppins! Il suo primo vero show da solista, accompagnato dalla chitarra del suo amico Gerry Laffy, è però datato 26 giugno e ha come cornice Stoccarda: John è talmente nervoso che comincia la prima canzone gravemente fuori tono ed è costretto a ricominciarla; sotto una pioggia battente, canta “Feelings Are Good”, “My Own Way”, “2:03”, “Look Homeward Angel”, “Losing You”, “Save a Prayer”, “Planet Earth” e “Hold Back the Rain” (e dopo questa canzone smette di piovere...). In agosto l’album dei Power Station viene realizzato anche negli Stati Uniti dall’etichetta Guardian Angel e il mese successivo esce finalmente con la B5 Records “Dream Home Heartaches... Remaking/Remodeling Roxy Music”, un tributo ai Roxy Music con brani eseguiti da John e da altri artisti di Los Angeles. 
Terroristen.jpg (29111 byte)    Ed è proprio con alcuni musicisti residenti a LA e dintorni che nel 1998 John fonda i Terroristen, una formazione che vede Gerry Laffy alla chitarra, Larry Aberman alla batteria, John Amato al sassofono e flauto, Michael Railton (e in seguito Tio Banks) alle tastiere. A pochi giorni di distanza da una breve performance acustica da solista alla DuranCon di Venice Beach in California (in occasione della quale la Sponto Gallery espone alcuni abiti da lui indossati sul palcoscenico e nei video durante gli anni), il 21 maggio John parte con la nuova band per il Baby Steps Tour, che va avanti fino alla metà di dicembre sulla West Coast degli Stati Uniti: nella set list brani tratti da “Autodidact” ma anche dei Duran Duran (dall’album “Rio”), dei Power Station e dei Neurotic Outsiders. 
Durante il tour viene registrato il dvd live “John Taylor Terroristen 5.30.98”, completato da un album di 9 brani, realizzati in luglio da B5 e in seguito, con lo scioglimento della società tra John e Hein, disponibili su Trust The Process. Ma JT è un artista che ama le sfide e la nuova sfida è ora il cinema. Sì, d’accordo, negli anni ‘80 ha partecipato a un episodio di “Miami Vice” e al pilot di “Timeslip”, un serial che non è mai stata realizzato, ma interpretare un film è un’altra cosa. E così, dopo essere apparso nella serie tv di Sundance Channel “Docs that Rock”, colleziona una piccola parte nel film di Carl-Jean Colpaert “Drowning on Dry Land” e un ruolo di primo piano in “Sugar Town”, pellicola indipendente diretta dall’amica Allison Anders. Finalmente le cose sembrano andare per il verso giusto, ma per John è un periodo felice solo a metà perché segnato da un grande dolore: la perdita della madre, per la quale ha appena scritto la canzone “The Only One” (riportata anche con il titolo “To Be A Son” e “Back to Hollywood”), che muore il 6 ottobre, all’età di 77 anni, dopo aver lottato a lungo contro la leucemia.

 

 

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