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Buenos Aires, maggio 1993: il mio primo incontro con John


18/04/2006


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Buenos Aires, maggio 1993: il mio primo incontro con John


Dopo la meravigliosa notte dello show dei Duran a Buenos Aires, decisi di andare all’albergo dove le persone più importanti della mia vita alloggiavano. Non potevo dormire dopo aver visto lo show, stavo aspettando da così tanto tempo che non potevo perdere il mio tempo dormendo, così stetti fuori aspettando che i membri della band venissero fuori. Il posto sembrava magico... Non avrei mai pensato che il semplice fatto di attraversare la porta d’ingresso dell’hotel avrebbe trasformato i miei sogni in realtà. Una volta arrivata all’albergo, incontrai la mia migliore amica Daniela che stava piangendo... non poteva credere che i DD fossero a Buenos Aires. Improvvisamente, non potevo credere ai miei occhi, vidi Warren in piedi sulla porta. Lui è stato il primo dei Duran che ho incontrato personalmente, sono corsa a congratularmi con lui e gli ho chiesto di farmi l’autografo su una bandiera portata dall’Italia. 
C’era un problema: la bandiera era del 1987 e Warren non c’era... così gli chiesi di firmare sul lato di John, essendo lui il membro della band per me più importante. Lui firmò sorridendo, sembrava così amichevole... Senza rendermene conto, gli chiesi in spagnolo: «Dov’è John?» e lui rispose, sempre in spagnolo, «Non lo so». Warren presto si congedò per fare un giro turistico a Recoleta (un quartiere di Buenos Aires molto bello). 
L’attesa era estremamente noiosa, speravo che John fosse il primo a venire fuori... 
Da dove mi trovavo, potevo vedere una lunga scala: da lì scese lentamente Simon. “Calma”, disse: non voleva urla fastidiose... disse che avrebbe rilasciato autografi e si sarebbe fatto fotografare ma in un’atmosfera tranquilla. Era vestito in modo sportivo... stava così bene... firmò la mia bandiera e ci disegnò il suo nuovo taglio di capelli... è un genio!!! 
Simon disse che Nick era di sopra e che era un po’ pigro, ma se noi fossimo state brave ragazze lo avrebbe portato giù. Simon fece quello che aveva promesso e dieci minuti più tardi scesero insieme. 
Nick fu molto dolce, proprio come immaginavo: fu il terzo a firmare la mia bandiera e noi gli facemmo qualche foto prima che prendesse il taxi per l’aeroporto ( Simon, Nick e Milton Nascimento andavano alle cascate di Iguazu per girare una parte del video di “Breath After Breath”). Mentre aspettava che Nick firmasse una foto fatta dalla mia amica italiana, Fede, Simon era tutt’altro che tranquillo... entrava e usciva dalla macchina e fu sorpreso nel firmare una foto fatta da Kathleen nel 1988: forse pensò che l’avessi fatta io (scusa Kath, non ho avuto il tempo di dirgli che era tua!). 
C’è qualcosa di speciale che vorrei sottolineare. John ci aveva osservate dal balcone della sua stanza numero 215. Non potevo credere ai miei occhi quando lo vidi lassù. Quando si accorse che l’avevamo riconosciuto, lui rientrò in camera. Ero così triste che John non era voluto scendere, lui per me era il più importante e non scendeva...
Erano circa le 22.30 di sabato 1 maggio, Simon e Nick partirono per Caratas mentre Warren e John rimasero a Buenos Aires. Davanti all’hotel c’è un parcheggio dal quale potevo vedere la finestra di John. Lo vidi accendersi le sigarette, guardare la tv e spegnere le luci. 

Presi a fissare la finestra, non potevo andare a casa senza aver incontrato John: penso che fosse quel desiderio a farmi restare sveglia... era il mio secondo giorno senza dormire.
Quel giorno si vociferava che John sarebbe andato a registrare alcune scene del video a Caminito... si diceva che avrebbe usato la porta posteriore dell’hotel… da quel momento con la mia amica Leticia andammo ad aspettare sul retro. Quella parte dell’hotel è quella usata per portare fuori i rifiuti e quindi c’era davvero un cattivo odore… ma alla fin fine ne valeva la pena, per vedere John, quello era il nostro sacrificio. 
E infatti era vero… John usò la porta del retro probabilmente per scappare da noi, ma…
Il giorno dopo io e le mie amiche stavamo aspettando che uscisse dal retro dell’albergo. Non potrò mai perdonarmi: John e altri due uscirono per andare a pranzo e noi non lo riconoscemmo. Che figura!!!!! ...vidi una ragazza della troupe venire fuori con due uomini e uno di loro era John... il più importante per me e non lo riconobbi!!! Ma era solo l’inizio... più tardi quei tre tornarono e chiedemmo alla ragazza dove fosse John e lui era proprio lì.... come facemmo a non riconoscerlo visto che era lo stesso di sempre... Lo riconoscemmo solo una volta che era entrato nell’hotel. 
Con nostra grande sorpresa, gli chiedemmo di tornare indietro e lui obbedì immediatamente. Mi feci fare l’autografo sulla bandiera e sul mio biglietto dello show. Gli dissi di dare un grosso bacio ad Amanda e Atlanta e lui rispose: “Grazie». È una persona meravigliosa, molto gentile. 
Poi tornai a casa, quel giorno loro dovevano esibirsi in un programma televisivo e io avevo bisogno di dormire un po’, quindi non partecipai a quello show.
Si pensava che i DD sarebbero partiti alle 8.00 di mattina del 3 maggio, ma io non potevo dire loro arrivederci perché dovevo lavorare. Il mio posto di lavoro era a due isolati dall’hotel, così all’ora di pranzo tornai all’albergo per dare un’altra occhiata alla finestra di John... ma pare che il tempo avesse costretto la band a rimanere qualche ora in più a Buenos Aires. Infatti Warren era sulla porta principale dell’hotel, stava rilasciando autografi con indosso i vestiti che aveva durante il concerto. 
Lo salutai e facemmo una foto, era molto carino. Mi fu detto che John era entrato nell’albergo qualche minuto prima, così tornai al lavoro senza averlo potuto salutare un’ultima volta.
Sembra che i nostri viaggiatori stessero a Buenos Aires l’intera settimana, tornando in questa città dopo ogni show. 
Io e le mie amiche andavamo ogni sabato a scambiarci materiale sui DD in una galleria chiamata Galeria Jardin, in via Florida, ad appena tre isolati dall’hotel. Quel sabato 8 maggio fui lì lì per svenire quando vidi John passeggiare su quella via, non ci potevo credere… Loro erano ancora in Argentina. Non era molto felice di vederci ma noi lo seguimmo ugualmente fino all’hotel. Rimanemmo fuori dall’albergo ancora una volta tutto il pomeriggio e alle 22.00 circa John, Nick e la sua fidanzata vennero fuori in taxi. Li seguimmo al ristorante, John per primo scese a comprare un pacchetto di sigarette e una cioccolata. In quel momento loro non volevano rilasciare autografi, così aspettammo finché non finirono di cenare. John firmò la mia copia della rivista Hello! in cui presentava sua figlia Atlanta, proprio sulla foto che mi piace di più. Di nuovo prendemmo un taxi e li seguimmo all’hotel, era circa mezzanotte… Era una serata fredda, ma non importava: loro erano ancora lì. Verso le 11.00 di mattina del 9 maggio un taxi bianco arrivò per portare i DD in Cile, stavolta per l’ultima volta… Il primo a scendere fu John, mi fece un altro autografo su una foto fatta a New York nel 1988 e io gli diedi una cioccolata, che lui accettò sorridendo. Poi arrivarono Simon e Nick, e quella è stata l’ultima volta che ho visto i Duran Duran insieme a Buenos Aires…

(18/04/2006)

 

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