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Quante
volte con qualcuno che condivide la vostra passione per John Taylor avete commentato quella canzone, quel video, quel concerto?
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Donatella BIG LIVE THING (12/12/1988 - PalaTrussardi, Milano) / Concerto-TV (Italia1) 12/12/1988
Donatella CORNETTO FREE MUSIC FESTIVAL (19/06/2005 - Piazza S.Giovanni, Roma) 19/06/2005
Leticia PERSONAL FEST (03/12/2005 - Puerto Madero, Buenos Aires)    03/12/2005
Cristiana OLIMPIADI INVERNALI 2006 (15/02/2006 - Medals Plaza, Torino) 15/02/2006

 


BIG LIVE THING (12/12/1988 - Palatrussardi, Milano) / Concerto-TV (Italia1)
 
Fino all'ultimo non sono stata sicura se inserire la mia "recensione" in questa pagina, nel diario di feelingsaregood... o di stendere un velo pietoso! Alla fine ho ceduto, pensando che potesse essere divertente condividere le sensazioni che tanti anni fa provavo nel vedere i Duran Duran e soprattutto il "mio" John.  E' il resoconto del concerto trasmesso su Italia1 nel 1988 (ahimé, all'epoca potevo vederli solo in tv!) che scrissi "in diretta" sul mio diario del II liceo. Allora sognavo già di diventare giornalista e di poter scrivere un pezzo sui Duran (e alla fine ci sono riuscita!!!), ma non credo di aver mai pensato che gli appunti buttati giù quella memorabile sera sarebbero stati mai "pubblicati"...

P.S. Tenete presente che avevo 15 anni!!!
 

Ore 20:37
Sta per cominciare "BigLiveThing", il concerto dei DURAN DURAN in diretta dal Palatrussardi di Milano!!! Oh Dio!!! Li voglio vedere anche io!!! Sono così eccitata al solo aspettare di vederli in TV... Ho appena visto anche "Sposerò Simon Le Bon", il film... mi sento come Clizia... anche io potevo conoscerlo... John, ovviamente!
Ore 20:48
Sta per cominciare... Ora sta parlando un padre che ha accompagnato la figlia perché anche a lui piacciono i Duran... magari papà fosse anche lui così!!!
Ore 20:55
Ecco, comincia... "Dio ha creato il mondo, poi ha creato il diavolo per rimediare al suo errore"... Ecco John... che favola! "Big Thing", la prima canzone: favolosi!!! Ma questa TV che fa i capricci... Ora c'è John in 1°piano... peccato quei capelli...
Ore 21:23
E' già minimo un quarto d'ora che papà cerca di sistemare la tv (che salta): mi sono persa 6 canzoni, ma forse ora va un po' meglio... Se tutta la mia famiglia non fosse così.. l'altra tv si vede benissimo! Ma lì c'è il film con Gregory Peck... Ora c'è "Palomino"... Ho cambiato idea, John è favoloso anche con i capelli così!!! Ci sono certi 1°piani... Mmmm... Ora, per esempio... sta cantando "Too Late Marlene"... quanto è bello! E quanto è bravo! Ora proprio lui sta presentando "Girls on Film", dice che gli Italiani sono i migliori... Grazie Johnny, amore mio! I LOVE YOU!
Ore 21:47
Finalmente la tv a colori, mentre c'è "Notorious"... E' molto meglio così!!!
Ore 22:13
"Save a Prayer", la divina! Durante il pezzo che amo di più di questa canzone c'è stato il 1°piano di John... ora questa strofa la amo ancora di più!!! Chissà perché John quando suona ha sempre la lingua tra le labbra... mah!
Ore 22:19 
E' terminata "Save a Prayer"... è stata un sogno! Ora c'è "The Reflex". Che bel 1°piano di John! Il più bello, finora. Che sorrisi, Johnny! Sei divino!
Ore 22:23
Miglior (ma dei pochi, in verità) 1°piano di Nick.
Ore 22:24
"Rio". John e Simon insieme cantano l'inizio. Ora il miglior primo piano di John!
Ore 22:27
NO!!!! E' Finito!!! Non è possibile! Già mi mancano!!!!!!!!! Speriamo chiedano il bis.....! No, non può essere finito di già... doveva finire alle 23:00! No, non è finito! Evviva!!! C'è il bis!
Ore 22:32
Eccoli di nuovo sul palco! "The Edge of America" per terminare in bellezza. Nick si è cambiato: ha la giacca e cravatta. Anche Simon ha ora la giacca, fatta a giubotto... Ma John? Dov'è? Simon non ha più molta voce... poverino! Dopo 2 ore... Ma che voce roca... Anche "Like Shore Driving", ora, ma John? Dov'è l'amore mio?
Ore 22:37
Era ora che John ricomparisse! Ma che ha sotto gli occhi? Due segni verdognoli... Come gli dona il rosso dei suoi abiti!
Ore 22:38
Simon si inchina e balla battendo le mani a ritmo. "Milano! Italia! We love you! Do you want to dance?" chiede, poi il "Ciao!". Ora alzano le braccia e salutano. Vanno via.
Ore 22:42
E' finito. Ora ci sono le fan che parlano... che matte! Tutte urlano "Amo Simon", una solo "I love Nick" e poi c'è lei, l'unica savia... lei che dice "Voglio John, lo amo!!!" Vorrei esserci io...
Ore 22:54
Una ragazza ha avuto la fortuna tremenda di andare in camerino da John e Nick (Simon era sotto la doccia) con Red Ronny... Voglio vederli. Devo vedere Johnny, devo parlargli, toccarlo, baciarlo...
Ore 22:56
Ora è sul serio finito. Red Ronny ha chiuso il collegamento ed io mi trovo qui, con poca luce, la tv spenta... e dentro di me c'è un gran vuoto... solo loro potrebbero colmarlo! GRAZIE DURANDURAN, GRAZIE RAGAZZI per quello che ci date. VI HO AMATO, VI AMO, VI AMERO' X SEMPRE!

Donatella


CORNETTO FREE MUSIC FESTIVAL (19/06/2005 - Piazza S. Giovanni, Roma)
 
Una premessa: quando avevo 13 anni ero una duraniana sfegatata, con la camera tappezzata di poster dei Fab Five (52, perfino sul soffitto…). A quell’epoca il mio sogno proibito era solo lui, John Taylor: avrei fatto follie per avvicinarlo. Ma crescere in una famiglia all’antica vuol dire dover rinunciare a certi sogni dell’adolescenza e così mi sono persa tutti i concerti che Simon & soci hanno fatto negli anni Ottanta. E poi, non so ancora perché, un giorno ho smesso di seguirli e, nel cambiare casa, ho staccato i poster senza più riattaccarli. 

La passione però non si è mai spenta e ha continuato a covare sotto la cenere. L’incendio è divampato all’improvviso quando ho saputo che i DD, tornati nella line-up originale dopo due decenni, avrebbero suonato nell’edizione 2005 del Cornetto Free Music Festival di Roma. Dopo vent’anni di attesa, quel concerto non me lo sarei perso per nulla al mondo! E così, munita del mio pass stampa, domenica 19 giugno arrivo a San Giovanni con il cuore che batte all’impazzata, come se fossi una ragazzina al suo primo appuntamento. Il tempo è uno schifo, il concerto è già stato sospeso per un’ora nel pomeriggio e ho una paura matta che qualcosa vada storto e l’esibizione dei Duran venga cancellata. L’ansia cresce man mano che le lancette dell’orologio si avvicinano all’ora X. Loro suoneranno per ultimi e io me ne rimango ad aspettare sotto il gazebo adibito a sala stampa, cercando di vincere l’emozione chiacchierando con qualche altro giornalista. Ad un tratto arriva lei, Stefania: è un’amica di una mia collega, vive a Londra ed è volata a Roma solo per vedere i Duran. Basta questo per far scoccare la scintilla tra di noi: è amicizia a prima vista! Calma apparente fino alle 23 circa; poi, quando Beck finisce di cantare, scatto in piedi come una molla, prendo Stefania e, con il nostro pass in bella vista, ci precipitiamo nell’area hospitality e riusciamo ad aprirci un varco tra le fans, piazzandoci in seconda fila. Naturalmente sulla sinistra guardando il palco, per stare davanti a John: è il mio primo concerto dei Duran e anche se Stefania stravede per Simon, lei solo quest’anno ne ha visti già quattro e si “sacrifica” volentieri per me. «Mi sento male per te», mi dice. E infatti l’emozione è ormai alle stelle, mi tremano le mani e l’attesa mi sembra interminabile. Quando finalmente le luci si abbassano e loro salgono sul palco, schierandosi tutti e cinque davanti a noi, addirittura mi si riempiono gli occhi di lacrime: non ci posso credere, finalmente li vedo!!! “Sunrise”, “Hungry like the wolf”, “Planet Earth”, “What happens tomorrow”. Dalla nostra postazione si vede tutto che è una meraviglia: Simon, vestito interamente di nero e con una cintura in vita dalla vistosa fibbia a forma d’aquila, che si muove lungo tutto il palco con l’energia di un ragazzino; John, bello come il sole nella sua camicia a righe e giacca scura, che abbraccia con lo sguardo tutti noi delle prime file, sorridendoci e ammiccando; Andy, in completo nero e con gli immancabili occhiali scuri; e, dietro, Roger in rosso e Nick con camicia nera e cravatta argentata luminescente. «È un sogno!», continuo a ripetere, «peccato che oggi è il 19 giugno e non il 20, sarebbe stato il compleanno di John…». Ma non ho considerato che tra pochi minuti sarà mezzanotte. E infatti, a mezzanotte in punto (neanche avesse calcolato i tempi!), tra una canzone e l’altra Simon si rivolge al pubblico, naturalmente in inglese: «Sentite le campane suonare? Suonano le campane, significa che è mezzanotte, significa che non è più il 19 giugno ma il 20 giugno. E il 20 giugno è il suo compleanno!». Un boato di applausi e grida dalla platea mentre indica John e lo invita a raggiungere il centro del palco, incitandoci: «Cantate tutti insieme, ok? Ready? Happy birthday to you, happy birthday to you...» (Oddio, non ci posso credere: sto cantando “Tanti auguri a te” a John Taylor!!!). «Hai visto, 200.000 persone ti hanno cantato buon compleanno...», commenta Simon alla fine del coro, e John ringrazia in italiano, con un «Grazie mille!» dallo spiccato accento anglosassone. Poi si riprende. “Come undone” (e qui è Nick a fare gli auguri a John, come si legge chiaramente dal labiale), “The reflex”, “The chauffeur”, “Taste the summer”. Nel frattempo Simon si è cambiato la camicia, sfoggiandone una rosso fuoco a maniche corte, e lo stesso fa John, tornando sul palco con indosso la maglietta azzurra della Nazionale Italiana. Si prosegue con vecchi e nuovi successi (in tutto saranno sedici brani, per circa un’ora e mezza di performance), il pubblico si lascia cullare dalle note struggenti di “Ordinary world” e intona “Save a prayer” quando Simon incita la platea gridando (in italiano): «Roma, canta!». “Notorious”, “Nice”, “Carelles memories”. Ogni tanto sbircio la scaletta che ci hanno dato in sala stampa, ormai manca davvero poco alla fine. Dopo “Wild boys”, i Fab Five salutano infatti il pubblico e lasciano il palco. Ma non per molto: ci saranno due bis, tutti intorno a me cominciano a chiedere a gran voce «Riio! Riio!» e infatti loro rientrano e, dopo “Girls on film”, chiudono in bellezza proprio con “Rio”. A questo punto, però, il concerto è davvero finito e i Duran si inchinano, salutano e se ne vanno. Senza più rientrare. Lasciandomi felice, euforica, frastornata. E con due certezze: di aver trovato in Stefania un’amica e di essere pronta oggi, a 32 anni, a tutte quelle follie che avrei voluto fare per loro, senza averne la possibilità, quando ne avevo 13.
 
Donatella


PERSONAL FEST (03/12/2005 - Puerto Madero, Buenos Aires)


Ciao a tutti... Come voi forse sapete, lo show di Buenos Aires doveva cominciare alle 23:30 ma alla fine è cominciato solo verso le 02:00 di notte... mi ci sono volute due ore e qualche minuto per riprendere il respiro... dopo 21 anni che aspettavo di vedere dal vivo la formazione originale dei Duran Duran, la lunga attesa a quel punto era breve... ma quando i ragazzi apparvero sul palcoscenico, dolore e stanchezza scomparvero... e la sola cosa che provai era la gioia. A dire la verità, il concerto è stato fantastico, potente... qualcosa di un’altro mondo... 
In qualche modo questa volta non è stata così diversa dalla prima visita della band in Argentina, ha piovuto tutto il giorno... e visto che il festival era in uno spazio aperto, il produttore pensava che la sola cosa da fare fosse cancellare lo show (come nel 1993) e spostarlo ad un’altro giorno senza i Duran Duran, ma fortunatamente ciò non avvenne. Smise di piovere e una mia amica che fa la cantante mi disse che il festival si sarebbe svolto come previsto ma con qualche problema d’orario.
Appena arrivai a Puerto Madero, riuscii a prendere posto vicino al palcoscenico... mi sono gustata lo show dalla prima canzone all’ultima, come se stessi guardando il dvd “Sing Blue Silver” nel soggiorno di casa mia... ma condividendolo con 40.000 persone. Non so perché mi venne in mente... quei ricordi mi venivano in mente ogni volta che loro suonavano le vecchie canzoni... forse perché loro appartengono a una parte importante e indimenticabile della mia vita...
Potete trovare la set list sul sito www.duranduran.com: hanno suonato tutte le canzoni che la gente voleva ascoltare, incluse Wild Boys e Instant Karma di Lennon... io avrei voluto ascoltare qualche canzone di “Liberty” ma magari la prossima volta... Durante lo show, scese una fitta nebbia e Simon disse “... Waiting for the night boat...”: la cosa mi ricordò anche quel video... Ho qualche fotografia da condividere, ma ve le manderò appena avrò capito come caricarle.
Ho incontrato i ragazzi... sono rimasta sorpresa dalla pelle di Nick: come fa a mantenerla come porcellana? John appariva così come sempre – perfetto - ... Simon sorridente... incontrando Roger per la prima volta ho avuto l’impressione che sia una persona meravigliosa... e Andy era di ottimo umore. Grazie di tutto DURAN DURAN, tornate presto.

Leticia


OLIMPIADI INVERNALI 2006 (15/02/2006 - Medals Plaza, Torino)



Prendete la band che negli anni ’80 ha dominato le classifiche di tutta Europa e, impresa alquanto difficile per chi ha il passaporto inglese, ha riempito anche gli stadi americani. Chiedete loro di suonare, in occasione delle Olimpiadi Invernali, in quel solare paese abitato da migliaia di ragazze che vent’anni prima hanno cantato le loro canzoni, pianto e urlato ad ogni loro pubblica apparizione, assediato alberghi e studi televisivi in cui essi fossero ospiti, sognato di sposare uno di loro ma finite poi “con il più bello della scuola che gli somiglia tanto”. Il risultato che otterrete è un’impennata delle richieste di permessi dal luogo di lavoro, la rivalutazione del ruolo delle nonne nei primi anni di vita del bambino ed una migrazione massiccia, seppur temporanea, in direzione Piemonte. 
Unite questi elementi ed otterrete un risultato certo ed incontrovertibile: ogni esibizione dei Duran Duran in Italia si trasforma in un rito collettivo di euforia per cui “bisogna esserci”. Distanze e condizioni climatiche non contano, i propri beniamini vanno accolti, acclamati e sostenuti, ragion per cui i fan hanno letteralmente invaso Torino e lottato per la prima fila dinanzi al palco del Medals Plaza, la sera del 15 febbraio. C’è chi è arrivato addirittura il giorno prima, chi ha viaggiato in treno tutta la notte o per un giorno intero(per maggiori informazioni sull’efficienza delle ferrovie chiedere ai siciliani..sigh!), riuscendo a rendere la serata un vero successo in termini di presenze e di visibilità anche per gli organizzatori. Alle 21, dopo ore di attesa e le premiazioni dei vincitori del giorno, gli ottomila possono finalmente esplodere in un grido liberatorio all’incedere sul palco dei cinque, e iniziare a ballare sulle note di (Reach up for the) Sunrise, il tormentone che i più giovani conoscono grazie ad un fortunato spot pubblicitario, ma che per i “veterani” ha segnato il ritorno della band nella sua formazione originale, dopo un decennio di alterne fortune discografiche. I Duran suonano e si divertono, accompagnati da quel pubblico che conosce ogni singola nota, che canta senza esitazioni anche brani come Planet Earth appartenenti agli albori di una carriera che, a dispetto di tanti critici, dura da ben 25 anni. Simon Le Bon, il cantante, osserva ed incita, visibilmente compiaciuto e ben lieto di dispensare sorrisi e gesti ammiccanti, ricoprendo il ruolo di front – man che gli si addice senza bisogno di forzature. “OUR OLYMPIC GODS” proclama uno degli striscioni in prima fila, e la sensazione è proprio quella di assistere ad un fenomeno di adorazione collettiva. I cinque sembrano particolarmente ispirati, per niente stanchi di regalare un’ennesima esibizione dopo aver appena terminato un tour mondiale durato due anni. Sulle note di Rio i Duran Duran raccolgono un lungo applauso finale e nonostante la richiesta di un bis, lasciano il palco e la gente, ancora affamata di musica, va via intonando piccoli cori. Domani si riparte per tornare a casa, ognuno alle proprie vite e ai gesti di ogni giorno, portando con sé una emozione in più ed il ricordo di una notte unica vissuta sotto i riflettori dei Giochi Olimpici. Una medaglia speciale, a questi fan, qualcuno prima o poi dovrebbe assegnarla. 

Cristiana 

 

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